I Simpson sono
stati a lungo lodati da vari critici americani come "lo spettacolo televisivo
più irriverente e impenitente mai andato in onda".Nel 1990 la rivista
americana Entertainment Weekly lo definì come la rappresentazione "della
famiglia americana più complessa, disegnata come semplice cartone animato. È
questo fantastico paradosso a portare via milioni di telespettatori dai tre
principali network per concentrarsi sui Simpson".Ken Tucker, autore
dell'articolo, aggiunse in seguito che lo show è "un fenomeno pop-culturale, un
cartone da prime time che attira l'intera famiglia".
I Premi e i record
I Simpson hanno vinto dozzine di premi dal debutto della serie televisiva, tra
cui ben 23 Emmy Awards. Nel 1999 la rivista americana Time li definì come
la miglior serie televisiva del secolo e, nella stessa rivista, Bart Simpson
venne inserito nella lista dei 100 personaggi più influenti dello scorso secolo.Il
14 gennaio del 2000, la fama de I Simpson è stata premiata con una stella nella
Hollywood Walk of Fame.
Il 9 febbraio 1997, con l'episodio "Lo show di Grattachecca e Fichetto e Pucci",
I Simpsons ha sorpassato I Flintstones come più lunga serie a cartoni animati
statunitense trasmessa in prime time. Nel gennaio 2003 la Fox ha
annunciato la continuazione degli episodi fino a tutto il 2005, rendendo I
Simpsons la sitcom americana (animata o live action) con il maggior numero di
stagioni prodotte.È, inoltre, la serie con il maggior numero di episodi mai
trasmesso negli Stati Uniti.
Il creatore della serie, Matt Groening, ha dichiarato l'ambizione di
concludere la serie nel 2008 con la realizzazione del 365° episodio, uno per
ogni giorno dell'anno. Questa ambizione è stata superata, in quanto il 26
febbraio 2006 è uscito il 367° episodio. La diciottesima stagione si è conclusa
con uno speciale di un'ora composto da due episodi, "24 Minutes" e "You
Kent always say what you what", il 400° episodio. Il 2007 ha inoltre portato
alla celebrazione del ventesimo anniversario dalla nascita del marchio
dei Simpson. Con la trasmissione della diciannovesima stagione, la serie si
trova ad un passo dal record di stagioni prodotte per una serie statunitense in
onda nel prime time, le 20 di Gunsmoke.
Critiche sul declino della
qualità della serie
Per anni i critici hanno lodato lo show per il suo spirito, il realismo e
l'intelligenza dei testi. Nell'ultima parte degli anni Novanta, però, lo show
iniziò a cambiare a tal punto che i critici lo definirono come "stancante". I
fan iniziarono a disilludersi, interpretando il nuovo tono umoristico dello show
come decadente. Nel 2003 dopo la celebrazione del 300° episodio, USA Today
pubblicò una lista degli episodi preferiti dai fan e dagli sceneggiatori de I
Simpson: nella prima lista, l'episodio più recente era addirittura del 1997, "La
fobia di Homer", mentre nella seconda, era l'episodio "Dietro la risata" del
2000. Anche all'interno del cast di doppiatori ci furono dei malumori: Harry
Shearer, doppiatore di personaggi come Montgomery Burns, Waylon Smithers e
Ned Flanders, dichiarò di ritenere "le ultime tre stagioni tra le peggiori".
Nonostante le critiche, I Simpson hanno continuato ad andare avanti alla ricerca
di nuovi fan anche con un vertiginoso calo di ascolti (se la prima serie vantava
più di 13 milioni di spettatori per episodio, la diciassettesima serie ha avuto
una media di quasi 9 milioni di spettatori. Nell'aprile del 2006, Matt
Groening rispondendo alle critiche disse: <<"Onestamente non vedo una fine
in vista. Penso sia probabile che lo show, dal punto di vista finanziario, sia
complesso" (in merito soprattutto al continuo cambio dei produttori), "ma giusto
ora lo show è creativo più di quanto lo sia mai stato. L'animazione è
incredibilmente dettagliata e fantasiosa, e ci sono storie che raccontano cose
che non avevamo mai fatto prima. Quindi per la creatività non c'è ragione di
chiudere lo show".>>